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Wittenberger fuchstanz  (Music by Jerry Cutillo/Words by Gerlinde Roth) 7:08

Giordano è in fuga da una serie di conflitti morali. Ha preso le distanze dalla Francia accademica, dall’Inghilterra protestante e bigotta e il suo strappo con la Chiesa Cattolica Romana è ormai insanabile.                                                                           E’ il 1586 quando ottiene una cattedra presso la locale Luther-Universitat di Wittenberg.  Sebbene nella cittadina Sassone sia cominciato per lui un periodo felice, Giordano trascorre parecchio del suo tempo in solitudine. Al  calare del giorno, le rive del fiume Elba si tingono di rosso, come il manto di una volpe comparsa alla sua vista.  L’animale appartiene ad una specie che il Cristianesimo ha associato per secoli all’eresia e questo fa nascere tra i due una sottile empatia.                                         Alleati nel risveglio della notte, fissano la corrente scivolare via e Giordano, affascinato dal profilo della volpe che trasmuta in una moltitudine di lingue d’argento, si abbandona al pensiero del divenire del mondo.

Giordano is in a state of personal turmoil. He has enemies in academic France, Protestant England, as well as in the Roman Catholic Church. In 1586 GB arrives at Wittenberg where he gets a teaching post at the local Luther-Universitat. For a while he is happy, far from the angst caused by philosophical/theological misunderstandings. In Wittenberg, GB feels a sense of belonging. However, to protect himself from persecution, he spends much time in solitude, walking along the shore of the river Elbe. It is here, on foggy nights, that GB keeps seeing a fox. The fox has often been connected with heresy by Christianity. GB feels empathy and sees the animal as an ally. During the night, both man and beast, watch the water gliding by. GB sees, in the reflections of both, change and understanding.

“In meinen Träumen verloren sitz‘ ich am Fluss.  Sonnenstrahlen, sie fallen glitzernd ins Wasser                                                                   Und dann seh‘ ich dich, Fuchs, sitz‘ bei mir.

Lost in my dreams I sit by the river. Sunrays fall glittering into the water  then I see you, Fox, come and sit by me.

Perso nei miei sogni mi siedo sulla riva del fiume. I raggi del sole cadono sull’acqua spumeggiante poi vedo te volpe, vieni a sederti vicina.

Und durch die grauen Nebelschleier, ertönt leiser Gesang. In Freiheit siehst du des Mondes hellen Glanz,                                                     Fuchs, reich‘ mir die Hand zum Tanz.

And through veils of grey fog we hear a voice. In freedom we see the bright moonlight, Fox, give me your hand and dance.

E attraverso veli di nebbia grigia, risuona una profonda vibrazione. Nella libertà di questo attimo fuggente vediamo la luna brillare,                                                        Volpe, dammi la mano e balliamo. ”